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Effetto Sagra

08/07/2009

Arezzo

LA SAGRA DELLO SCONTENTO

Effetto SagraUna indagine della Confcommercio di Arezzo svela l’impatto sui pubblici esercizi di feste paesane, circoli privati, e tutto quanto fa “somministrazione temporanea”

Torna “l’estate del nostro scontento”. E a parafrasare la celebre espressione del Riccardo III shakesperiano sono in coro gli operatori di bar e ristoranti della provincia di Arezzo, che ogni anno si trovano a contendere turisti nuovi e clienti di sempre con sagre e feste paesane. Gli eventi, insomma, per i quali è consentita la somministrazione temporanea di alimenti e bevande.

Adesso, per capire meglio come e quanto il fenomeno “ sagre&co.” incide sul fatturato dei pubblici esercizi, arrivano i risultati dell’indagine condotta dalla Confcommercio aretina tra baristi e ristoratori del territorio provinciale e presentata questa mattina durante una conferenza stampa presso la sede dell’associazione di categoria. 11 domande per un totale di 1.162 questionari inviati, a cui ha risposto quasi la metà degli esercizi, di cui oltre il 60% del settore della ristorazione. Segno inequivocabile che la somministrazione parallela è una spina nel fianco soprattutto per ristoranti e pizzerie. Che devono combattere tutto l’anno non solo con le sagre, ma anche con quei circoli sportivi, associazioni private e agriturismi che servono pasti ad una clientela molto più vasta di quella che sarebbe consentita per legge.

Un fenomeno rilevante

Quasi tutti gli operatori (ben nove su dieci) si sentono toccati dal fenomeno della “somministrazione parallela”, che giudicano secondo una scala di valori che va da “molto rilevante” (54%) a “rilevante” (32%) e “poco rilevante” (8%). A far penare di più baristi e ristoratori sono sagre e feste paesane, giudicate “molto rilevanti” addirittura dal 65% degli intervistati. Seguono a ruota i circoli privati (molto rilevanti per il 41% degli operatori), poi agriturismi e circoli sportivi, massimamente rilevanti all’incirca per un operatore su tre.

Effetto “sagra” sui clienti

Analizzando l’impatto economico, si scopre che durante il periodo di svolgimento delle sagre, la maggior parte dei pubblici esercizi (79%) registra un calo in termini di clientela, che viene spiegato con motivazioni varie: la gente preferisce godersi i momenti di convivialità all’aperto, è attirata dalla tipicità dell’offerta degli stand gastronomici oppure semplicemente la considera più economica di quella dei ristoranti tradizionali. Solo il 12% dei locali conosce invece un aumento di avventori in corrispondenza delle sagre. Si tratta in genere di bar, gelaterie e pasticcerie, “baciati” da un afflusso inconsueto di persone particolarmente motivate a consumare.

Il calo negli affari

L’effetto sagra si fa sentire anche sul volume di affari: l’80% degli operatori dice di incassare in media il 35% in meno, contro il 12% che invece aumenta gli introiti fino al 25%. Per tutti gli altri, non si rileva nessun cambiamento, né in bene né in male.

Quanti eventi in un anno

Non esiste ad oggi un calendario completo, esaustivo e soprattutto ufficiale delle sagre e feste paesane. È quindi difficile anche solo conoscere il numero degli eventi per cui è ammessa la somministrazione parallela. Nelle percezioni degli operatori, il numero annuale di eventi, monitorato a seconda del Comune di appartenenza, va dagli 11 ai 50 nel 4% dei casi, scende da 6 a 10 nel 34% ed è inferiore a 5 nel 17%. Ma c’è un 9% di operatori che segnala di dover “combattere” addirittura contro più di 50 eventi l’anno.

Le criticità registrate

Alla richiesta di quali fossero le criticità maggiori relative alla somministrazione parallela, baristi e ristoratori hanno risposto in maggioranza il mancato rispetto delle regole (igienico-sanitarie, fiscali, del lavoro), lo scarso coinvolgimento degli operatori in sede fissa nelle manifestazioni e il fatto che molti, troppi, eventi vengano promossi sotto l’insegna di una tipicità e di un legame del territorio che in realtà non hanno.

Coinvolgere gli enti pubblici

Confcommercio intende ora presentare i risultati della sua indagine agli enti preposti. La necessità di un serio intervento in materia è ormai sotto gli occhi di tutti