Area Pratacci

  

EX LEBOLE, ANCHE PRATACCI DICE LA SUA 

Alberto Bidini

Il Consorzio Sviluppo Pratacci interviene nel dibattito. Il presidente Alberto Bidini: “auspicabile un investimento immediato nell’area, ma diciamo no agli interventi ‘spezzatino’: il progetto di recupero dovrà essere funzionale a tutta la zona di Pratacci”. Il vicepresidente Bruno Brogi: “e dovrà avere un ritorno consistente per la città in termini di occupazione”.

“Il progetto di riqualificazione della ex Lebole non potrà bastare a se stesso ma dovrà essere funzionale allo sviluppo di tutta la zona di Pratacci”. Il Consorzio Sviluppo Pratacci interviene così sulla questione della ex Lebole, parlando in nome e per conto degli imprenditori che nella zona hanno investito e continuano ad investire da anni .

“È auspicabile un intervento immediato che sblocchi la situazione in tempi rapidi – dice il presidente Alberto Bidini – purchè sia di qualità e purchè tenda a valorizzare l’intera area sfruttando le sinergie possibili e indispensabili tra ex Lebole, Pratacci e zone limitrofe. Per gli operatori di Pratacci questa infatti è una grande occasione per uscire dal dimenticatoio nel quale la zona è precipitata da troppo tempo. Benvengano quindi gli investimenti necessari, purchè all’interno di un progetto globale dell’area di cui la ex Lebole è parte integrante”.

“Il nostro Consorzio è nato per promuovere lo sviluppo di Pratacci, ma finchè non si metterà mano alla riqualificazione dell’area Lebole non potrà esserci vera riqualificazione neppure per noi. Anche il Sindaco lo ha sottolineato qualche mese fa di fronte all’assemblea degli operatori”, prosegue Bidini, “per questo, dobbiamo riuscire ad agganciare i nostri investimenti con quelli che saranno realizzati alla ex Lebole in termini di viabilità, di sicurezza, di infrastrutture. Solo così potrà esserci un futuro solido per Pratacci. Proseguire con interventi ‘spezzatino’, che riguardano solo aree particolari senza collegarle al resto, non serve a nulla”.

Il Consorzio Sviluppo Pratacci sottolinea anche altri aspetti. “Il progetto di recupero dovrà prevedere anche aperture agli insediamenti artigianali”, sottolinea la vicepresidente Monica Valdambrini, mentre il vicepresidente Bruno Brogi auspica “una forte ricaduta sul territorio in termini di occupazione, in modo da garantire che l’interesse degli imprenditori che investono nella ex Lebole sia anche l’interesse della città”.

Da parte loro, gli imprenditori di Pratacci si dichiarano pronti a collaborare. “Siamo a disposizione dell’Amministrazione Comunale per valutare i progetti di intervento e dare il nostro contributo di idee e suggerimenti”, fa sapere il presidente Bidini, “l’area Lebole può e deve diventare un traino di sviluppo per superare i disagi non solo economici, ma anche infrastrutturali di tutta la città”.

Nota sul Consorzio Siluppo Pratacci
Il Consorzio Sviluppo Pratacci, nato nel maggio scorso, riunisce le imprese di Pratacci rappresentative sia delle diverse aree territoriali (via Righi, via Newton, Centro Commerciale, via Galvani, ecc…) sia delle diverse categorie economiche, dal commercio (al dettaglio e, prevalentemente, all’ingrosso) al terziario avanzato passando per artigianato e industria.

Tra le sue finalità “l’espletamento di tutte le attività preliminari e correlate alla riqualificazione, al miglioramento ed al mantenimento dell’area urbana denominata Pratacci con il fine di favorire e promuovere le attività delle singole imprese”.

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio è formato da nove imprenditori dell’area: il presidente Alberto Bidini (Bidini SpA), i vicepresidenti Monica Valdambrini (Valdambrini Meccanica Srl), Alessandro Peruzzi (Peruzzi SpA), Bruno Brogi (CBR SpA) e Rolando Bidini (Rolancar Srl), infine gli amministratori Fabio Borghini (Borghini Srl), Dino Bulgarelli (Ivar Auto SpA), Matteo Peruzzi (Art Cafè Sas) e Marco Severi (Kimos Srl).

 

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