In evidenza

CONFCOMMERCIO VALDARNO

Ambito turistico del Valdarno, la soddisfazione della Confcommercio

L’associazione di categoria aveva sollecitato i Comuni ad arrivare all’accordo entro l’anno, anche per non perdere le risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana per gli Ambiti che si costituivano entro il 3...

Leggi

MERCATINI DI NATALE AREZZO

Mercatini di Natale, si preannuncia un altro weekend da ricordare

Quinta settimana per il Villaggio Tirolese di piazza Grande, evento organizzato con la regia di Confcommercio, il patrocinio del Comune di Arezzo e la collaborazione della Fondazione Arezzo InTour. Oggi, giovedì 13 dice...

Leggi

FIPE-CONFCOMMERCIO AREZZO

Imposta affissioni, via ai rimborsi per le quote non dovute

Sono illegittime tutte le delibere comunali emesse in data successiva al 26 giugno 2012 per approvare o confermare aumenti dell’imposta sulle pubblicità e sulle pubbliche affissioni....

Leggi

Archivio

Categoria: Indagini

In evidenza
TARI

Rifiuti, le imprese toscane fra le più tartassate

L’esempio: un ristorante toscano paga quasi 23 euro al metro quadrato per lo smaltimento dei rifiuti, in pratica quasi il doppio della media nazionale, pari a € 13,72. Va peggio solo in Liguria (26 euro), meglio in Trentino (7,71). La differenza nelle tariffe non è solo a livello regionale, ma anche provinciale, secondo l'indagine della Confcommercio: in Toscana le imprese del terziario più penalizzate sono quelle livornesi e fiorentine. Il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni: “una disparità di tariffe inaccettabile, mentre dovrebbe valere un solo principio: chi più inquina, più paga. Al danno, poi, si aggiunge la beffa: non è detto infatti che a tassazione più elevata corrispondano necessariamente migliori servizi”. La spesa per i rifiuti è superiore al fabbisogno nella metà dei Comuni capoluogo toscani. Livorno il meno virtuoso, mentre la  medaglia d’oro dell’efficienza se la aggiudica Lucca, seguita da Pistoia, Prato, Arezzo e Firenze. La richiesta: “rivedere con urgenza l’intero sistema tariffario dei rifiuti”.
 
In evidenza
COMMERCIO AL DETTAGLIO MODA

Saldi estivi 2018, in provincia di Arezzo un affare da 20 milioni di euro

L’indagine previsionale della Confcommercio aretina sull’andamento delle vendite di fine stagione, che partiranno sabato 7 luglio per terminare il 4 settembre: il 60% delle famiglie farà shopping in saldo per un budget complessivo di 225 euro. Tra i capi più richiesti tshirt, sneakers e abiti di qualsiasi foggia per le donne; giacche sportive, tshirt griffate e ancora sneakers per gli uomini. Il presidente di Federmoda-Confcommercio Paolo Mantovani: “con il caldo di questi giorni partiamo sotto i migliori auspici. Finora la stagione non è stata delle più brillanti. Rispetto allo scorso anno non possiamo parlare di incremento delle vendite, ma di tenuta sì ed è già un ottimo risultato di questi tempi”. 

INDAGINI

Arezzo, del terziario il 63% del PIL

Commercio, turismo e servizi forniscono il contributo più rilevante alla formazione del valore aggiunto in provincia. Lo conferma la Camera di Commercio, che l’8 giugno scorso ha presentato il rapporto annuale sull’economia locale. Tanti segni negativi, a partire dal saldo fra imprese cessate e nuove iscritte (-16), ma anche qualche spiraglio positivo, come la crescita del turismo. Il vero ‘motore’ del registro delle imprese sono donne, giovani e stranieri. Sanità, servizi alle imprese, servizi di alloggio, attività professionali tecniche e servizi di informazione e comunicazione sono i settori con il più alto tasso di crescita. Il lavoro precario: 21.970 nuove assunzioni nel 2017, ma solo il 17% dei contratti stipulati era a tempo indeterminato

In evidenza
INDAGINI CONFCOMMERCIO

Arezzo: meno negozi, più bar e ristoranti

In dieci anni perso il 5,7% delle imprese commerciali, soprattutto nelle aree fuori dal centro storico. Bar, ristoranti e strutture ricettive segnano invece un +21% grazie alla spinta del turismo e del “fuori casa”. Le perdite più importanti riguardano i negozi di moda, elettrodomestici e prodotti per la casa, crescono invece alimentari, farmacie, telefonia e commercio ambulante. La presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini: “diminuzione ancora contenuta, ma stiamo attenti per il futuro”. E richiama alla responsabilità anche i consumatori: “il consumo è un atto politico, la città si modella anche in base alle nostre scelte di shopping: on line, nei negozi tradizionali o nei grandi centri?” Altro dato della ricerca: il centro resta il più importante attrattore di investimenti economici, mentre le periferie rischiano di segnare il passo. Opportuno quindi, aprire una riflessione per governare l’evoluzione commerciale e urbanistica della città.

In evidenza
FIPE-CONFCOMMERCIO

Natale 2017, 350mila toscani al ristorante

Il 9,4% della popolazione (era il 9,2% nel 2016) consumerà il pranzo del 25 dicembre in un locale. Il menù tutto compreso, con piatti della tradizione e bevande incluse, quello più gettonato. Spesa media di 50 euro a persona, fra le 15 e le 20 invece per il pranzo in casa. Il presidente di Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano: “oltre sei locali su dieci resteranno aperti”. Il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni: “più persone al ristorante, è un segnale importante: le famiglie hanno voglia di trattarsi bene e di uscire dall’austerità della crisi. Ma ancora manca quello slancio deciso che incida in maniera significativa sui consumi interni”.

In evidenza
CASENTINO

Casentino, verso un Natale migliore del 2016?

Confcommercio rileva tra gli operatori casentinesi più positività rispetto allo scorso anno: per molti, gli affari sono migliorati, anche se molto lievemente. E tutti confidano nei risultati di dicembre. Il responsabile di delegazione Luca Boccalini: “c’è grande voglia di intercettare i clienti fra proposte di qualità e molti sconti per smuovere un po’ il mercato”. Il presidente della Confcommercio casentinese Adelmo Baracchi: “numero di negozi stabile, forse qualche ridimensionamento nella misura dei fondi o nell’ubicazione, ma nell’aria c’è voglia di positività”. L’opinione di alcuni negozianti fra Bibbiena e Poppi

In evidenza
TOSCANA

Natale in Toscana, il clima "fredda" i consumi

È mancata quest’anno la partenza sprint che di solito arrivava con il Ponte dell’Immacolata. La presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini: “si avvertiva una lieve ripresa nell’aria, il Ponte ha un po’ tradito le aspettative per colpa del clima. Confido in un’accelerata dal prossimo fine settimana”. Il direttore generale Franco Marinoni: “per effetto delle tredicesime, a dicembre le famiglie avranno addirittura il budget più alto degli ultimi dieci anni, circa 1.500 euro ovviamente comprensivo di tutti i consumi, alimentari e non. Ma l’importo per i regali sarà in linea con lo scorso anno, circa 166 euro a testa”. Per quanto riguarda i settori merceologici, sarà un Natale a due misure: buono, a tratti ottimo, per il settore della gastronomia; meno brillante, e ancora in linea con il Natale 2016, il non alimentare. La situazione è per molti versi omogenea in tutti i capoluoghi toscani. “Ovunque ci si aspetta un Natale di tenuta, non peggiore del 2016, e questo è già positivo. Ci sono alcune aree felici e città in difficoltà: Livorno, per esempio, dove la recente alluvione è ancora una ferita aperta e i commercianti, gioco forza, si aspettano un Natale in tono minore”.

COMMERCIO

San Valentino, molti "under 20" in gioielleria

Il presidente di Federpreziosi Confcommercio Roberto Duranti: “per gli adulti è una festa troppo commerciale ed inflazionata, mentre i giovanissimi ne apprezzano ancora il valore romantico”. Per loro, però, solo regali a costo contenuto: 50 euro lo scontrino medio, con punte massime fino a 100, “ma è comunque positivo che si avvicinino al mondo dei preziosi”. Tra gli oggetti più acquistati bracciali, collane e portachiavi. Per i gioielli più costosi, meglio le ricorrenze private, dagli anniversari di matrimonio a lauree e compleanni. “Otto clienti su dieci sono donne” e quando desiderano un gioiello se lo regalano da sole senza aspettare gli uomini.

L'INDAGINE

Novecentomila toscani in viaggio per le feste

L’80% resterà in Italia per festeggiare il Natale con la famiglia e i parenti nei luoghi d’origine, oppure per trascorrere qualche giorno di vacanza fuori casa, soprattutto tra San Silvestro e la Befana. Tre le mete preferite dai toscani: neve, città d’arte e centri termali. Il 15% andrà invece all’estero, tra capitali europee e mari del sud. Ma l’attentato di Berlino potrebbe influire negativamente sulle prenotazioni last minute. A viaggiare di più i turisti individuali, tra i quali sempre di più si vedono single e genitori separati con figli al seguito. Uno o due notti la durata media del soggiorno, in contrazione rispetto agli ultimi anni. Fra le strutture ricettive preferite quelle dotate di area relax e posizione logistica centrale.

L'INDAGINE

Toscani più "avari" di regali

L’indagine di Confcommercio sui consumi del Natale 2016 in Toscana: sei operatori su dieci prevedono una contrazione delle vendite, che in Toscana restano comunque migliori rispetto al resto d’Italia: ogni famiglia spenderà per i regali circa 320 euro, venti in più della media nazionale. “A rallentare lo shopping natalizio soprattutto cautela e tendenza al risparmio, più che l’effettiva carenza di soldi, che pure si fa sentire in alcune aree della regione. Per fortuna a risollevare le vendite, piuttosto sottotono dal lunedì al giovedì, nel fine settimana ci pensano turisti e visitatori”, dice il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. Tra i destinatari dei regali i figli, il partner e se stessi. 35-55 anni la fascia d’età del cliente che acquista regali, pagandoli per lo più con la carta di credito. Tra i doni più gettonati ci sono i giocattoli per i più piccoli, poi libri, profumeria e gadget di tendenza per chi vuole spendere cifre contenute, altrimenti regali utili: abbigliamento, calzature, cesti di prodotti enogastronomici. In calo telefonia ed elettronica, tornano di moda orologi e gioielli per la fascia più alta. 350 mila i toscani che consumeranno il pranzo di Natale al ristorante, 470mila quelli che usciranno a cena per San Silvestro.