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Casentino, gli imprenditori preoccupati per il mancato passaggio a zona gialla

“Un’altra settimana in zona arancione potrebbe essere un colpo fatale per tante imprese”. A lanciare il grido di allarme è Adelmo Baracchi, presidente di Confcommercio Casentino, che fa sua la paura di tantissimi imprenditori toscani ancora impossibilitati a lavorare a pieno regime, ora anche a causa del mancato passaggio a zona gialla, nonostante un evidente calo dei contagi nella regione. “Una situazione che blocca ancora molte attività e vieta gli spostamenti, fondamentali per far muovere l’economia dei nostri borghi”.

Le categorie più a rischio, ad oggi, rimangono quelle della ristorazione: “I nostri pubblici esercizi non possono permettersi di stare ancora chiusi, nonostante la possibilità di fare asporto e take away, che però aiutano a riprendere solo una percentuale minima del fatturato perduto, il 20% al massimo. Almeno i pranzi del periodo festivo potrebbero essere recuperati. Da quando hanno riaperto in negozi, inoltre, è tornata gente per le strade e le piazze: è assurdo che non si possa usufruire del servizio in presenza nei locali, con le dovute accortezze”.

Il presidente di Confcommercio Casentino parla inoltre della crisi del turismo: “Le strutture ricettive stanno subendo danni incalcolabili. La zona arancione vieta lo spostamento tra regioni e quindi blocca i turisti che sotto le feste avrebbero potuto visitare i luoghi più suggestivi del nostro Casentino, come quelli di interesse religioso. È chiaro che queste categorie avranno bisogno di importanti ristori, se non vogliamo dichiararne la chiusura fra qualche mese: su questo Confcommercio ce la sta mettendo tutta”.

“Il passaggio in area gialla rimane l’unica soluzione per arginare le perdite del terziario – conclude Baracchi - da parte dei nostri imprenditori c’è la massima volontà nel rispettare tutti i protocolli di sicurezza imposti dal Governo, ma quest’ultimo deve assolutamente tenderci una mano e pensare fin da subito a dei contributi a fondo perduto per le attività che sono state pesantemente danneggiate. Il Natale rimane l’unico appiglio di questa annata disastrosa”.

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