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Cortona, Comune e Confcommercio al lavoro per trovare spazi esterni a tutti i locali

C’è grande fermento a Cortona, in questi giorni, per cercare di trovare per tutti “un posto a tavola”. All’aperto, ovviamente, come prescrivono le ultime norme fissate dal Governo a livello nazionale. E proprio da qui nascono le difficoltà di trovare spazio idoneo per tutti i locali che vogliano allestire tavolini fuori in un centro storico piccolo come quello cortonese. “Per fortuna l’Amministrazione Comunale ha preso a cuore il problema che abbiamo segnalato e ora sta cercando una soluzione che metta tutti i pubblici esercizi sullo stesso piano, senza creare figli e figliastri. Siamo fiduciosi che si possa arrivare ad un buon compromesso”, sottolinea il responsabile della delegazione cortonese della Confcommercio Carlo Umberto Salvicchi, che nei giorni scorsi ha nuovamente incontrato insieme ad alcuni ristoratori il sindaco Meoni e l’assessore Paolo Rossi

“Si tratta di conciliare l’allestimento dei tavoli all’esterno con la viabilità e l’accessibilità”, spiega Salvicchi. “I problemi più grossi riguardano una piccola parte di via Nazionale, la zona della Bucaccia, via Benedetti e via Dardano. Proprio su quest'ultima si gioca la partita più importante. I ristoratori stanno mostrando grande maturità e sensibilità, perché piuttosto che adottare soluzioni estemporanee preferiscono aprire all'esterno in piena sicurezza e con la prospettiva futura di poter restare”.

“L’Amministrazione sta lavorando anche all’ipotesi di una Ztl oraria e solo serale, che senza creare disagi potrebbe dare al nostro centro storico una maggiore vivibilità, aumentando gli spazi dell’accoglienza per i turisti. La pandemia può essere occasione di ripensare la città in chiave sostenibile, un valore sempre più apprezzato anche dai turisti e che potrebbe riportare maggiore equilibrio nello sviluppo turistico, che negli ultimi anni aveva rischiato di marginalizzare i residenti. Invece, in una città a misura d’uomo si può vivere meglio tutti e il benessere non diventa solo questione di economia”.  

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