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Covid, più tutela in azienda con il protocollo anti-contagio

La pandemia in corso rende più che mai attuali le tematiche legate alla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Confcommercio ribadisce dunque l’assoluta importanza per ogni azienda con lavoratori dipendenti di dotarsi di Protocollo anti contagioCovid-19.  

Nel documento, opportunamente contestualizzato per la propria attività, vengono specificate nel dettaglio le misure adottate, le informazioni fornite e le procedure seguite nel tempo per evitare contagi, in base alle prescrizioni fornite dal Ministero della Salute. 

Avere e attuare questo Protocollo risulta particolarmente utile anche per rendere minimi i rischi di possibili attribuzioni di responsabilità al datore di lavoro, in caso di contagio di uno o più dipendenti. In caso di contagi in azienda o di ispezione da parte degli Enti deputati è il Protocollo che attesta la conformità delle procedure aziendali alla legge vigente, in materia, dando atto di quanto intrapreso: procedure di lavoro, misure di igienizzazione/santificazione, informative rese ai dipendenti, fornitura di mascherine e gel ai lavoratori, ecc.

Si raccomanda quindi a chi ancora non lo avesse fatto di dotarsi al più presto del Protocollo aziendale anti contagio Covid-19. Confcommercio mette a disposizione i propri esperti per la redazione del documento, previa visita in azienda.

Per prendere un appuntamento o chiedere informazioni e chiarimenti, può contattare l’Area Sicurezza al numero di telefono 0575350755 Email elisa.poggiali@confcommercio.ar.it. 

L’Area Sicurezza può fornire anche la consulenza sulle procedure utili per gestire nel modo più corretto l’eventuale caso di lavoratori positivi e l’identificazione dei loro contatti stretti in azienda. 

Al proposito, si evidenzia che la Regione Toscana ha accettato la richiesta della nostra associazione di categoria di non far ricadere sul titolare l’obbligo di comunicazione, che resta in capo alla Asl. Spetta al titolare però individuare i contatti stretti, raccogliere i loro dati e avvisarli per avviare subito l’isolamento e procedere alla sanificazione dei luoghi di lavoro. 

Nel caso in cui i lavoratori diagnosticati come “casi” e/o quelli individuati come “contatti” non ricevessero comunicazioni da parte dell'Asl entro due giorni, dovrà essere il datore di lavoro ad attivarsi presso la Asl, fornendo loro i dati raccolti.

Anche nel caso in cui in azienda si verifichino più casi collegati (ad esempio, nello stesso reparto) è opportuno che le aziende informino l'ASL per concordare insieme le misure più appropriate per circoscrivere il focolaio. Si ricorda che sono inclusi nella valutazione dei contatti stretti anche clienti, fornitori, lavoratori in appalto presenti, ecc.

Restano poi da effettuare una serie di operazioni, come la sanificazione straordinaria delle postazioni di lavoro e delle aree comuni dove il lavoratore positivo ha soggiornato.

È soggetta ad una specifica procedura anche la riammissione in azienda dei lavoratori malati (positivi COVID 19, sintomatici o non sintomatici) e dei contatti. È perciò utile che il datore di lavoro ne sia a conoscenza per poter gestire correttamente la ripresa lavorativa.  

 

INFORMAZIONI

CONFCOMMERCIO AREZZO

Area Sicurezza Luoghi di lavoro, Igiene Alimenti e Privacy

Responsabile: Rosita Donnini

Mail:  rosita.donnini@confcommercio.ar.it

Tel: +39 0575 350755

 

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