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"Notti in Fortezza", buona la prima

Oltre cinquemila persone col naso all’insù, per osservare il cielo insieme al Gruppo Astrofili di Arezzo nelle cinque postazioni disponibili sugli spalti della Fortezza medicea. Quasi cinquecento quelli che hanno seguito le visite guidate serali alla scoperta della fortificazione e delle tante novità che sono emerse dagli scavi. Centinaia quelli accorsi per lo spettacolo musical-equestre di Giovanni Lindo Ferretti. Moltissimi anche quelli che hanno approfittato degli stand gastronomici. È questa la prima stima di “Notti in Fortezza”, la tre-giorni di arte, cultura, spettacoli e cibo organizzata ad Arezzo dalla Confcommercio con il patrocinio del Comune di Arezzo in concomitanza con “Arezzo Back in Time”.

“Un grande successo di popolo che ha avuto un pregio: far riscoprire la Fortezza a tantissimi aretini, oltre che ai turisti. Molte persone pensavano che ancora fosse chiusa al pubblico, dopo questo fine settimana nessuno potrà più pensarlo”, dice la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei.

Adesso, secondo la Confcommercio è importante non disperdere quanto acquisito in questi giorni in termini di popolarità: “abbiamo dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che con la Fortezza Arezzo ha acquisito uno spazio di enorme rilievo, un contenitore multiculturale, didattico e ricreativo d’eccezione. Occorre dunque che l’Amministrazione Comunale, insieme alle istituzioni culturali ed economiche della città, appronti un calendario di eventi che facciano vivere la Fortezza tutto l’anno. Ci vuole un’offerta ampia, che soddisfi i palati più raffinati come chi è in cerca di uno svago più semplice. Pensiamo possa davvero esserci spazio per tutti”.

Una cosa non va però persa di vista, secondo l’associazione di categoria. “Ci vuole programmazione e unità di intenti, oltre ad una regia coordinata e univoca. In una parola, Arezzo ha bisogno di una governance affinché luoghi come la Fortezza o eventi come Arezzo Back in Time abbiano ricadute economiche e culturali che facciano crescere tutta la città. Altrimenti, il rischio è di alimentare tante iniziative spot che poi, al di là della folla del momento, non lasciano traccia di sé”.

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